Esperienza vera Umiliazione
Il suo schiavetto.
Mia moglie mi sottomette, cornifica e umilia in continuazione e io ne sono felice!
pennabianca Bull
11 minuti di lettura1Pagina 1 di 2Mi chiamo Fabio, ho 34 anni, sono di media statura, fisico normale, e da cinque anni sono sposato con Katia, una splendida donna alta, con capelli neri lunghi, occhi scuri, un seno bellissimo di una terza misura tonda e alta, un ventre piatto contrapposto ad un culetto a cuoricino, che è una meraviglia, le sue cosce sono lunghe e ben tornite. Prima da fidanzati e poi da sposati, ho scoperto che adoro esser dominato nel sesso e la mia bellissima moglie sfrutta al massimo questa mia inclinazione verso la totale obbedienza e sottomissione. Conosce tutti i miei vizi e debolezze e, soprattutto, sa che, quando sono eccitato, non sono in grado di rifiutarle nulla. Spesso, per gioco, mi fa stare per giorni senza aver la possibilità di eiaculare, ben sapendo che, quando ciò avviene, sono talmente eccitato da permetterle di tutto. L'altra sera son tornato a casa e l'ho trovata sdraiata sul divano, con indosso una vestaglia corta di raso. Appena l'ho vista, ho avuto un'erezione immediata, diventando succube dei suoi desideri. Mi ha ordinato di mettermi a quattro zampe e gattonare fino a raggiungerla. Poi mi ha messo un piede sulla faccia e ha impartito un ordine perentorio.
«Leccami il piede, schiavo!»
Ho leccato volentieri il suo piede, mentre lei me lo strofinava su tutta la faccia. Poi, sempre usando il piede, mi ha spinto via la faccia e mi ha lanciato un perizoma di raso.
«Mettiti l'uniforme e va a prepararmi un bagno, schiavo!»
Ho risposto: "Sì, padrona". Sono andato in bagno a cambiarmi, ho indossato quel perizoma e le ho preparato il bagno. Appena ho finito di prepararle la vasca, lei è entrata in bagno e mi ha detto di mettermi a quattro zampe nella vasca. Ho iniziato a togliermi il perizoma, ma lei mi ha ordinato di lasciarlo. Mi son messo a quattro zampe e lei si è tolta l'accappatoio, rivelando il suo bellissimo corpo nudo. Si è seduta nella vasca di fronte a me.
«Metti la testa sott'acqua e leccami la figa, schiavo!»
Ho infilato la testa tra le sue gambe ed ho iniziato a leccare. Quando riemergevo per riprender fiato, lei contava fino a tre e poi mi spingeva di nuovo la testa tra le sue gambe. Quando ha smesso con questa pratica, mi ha imposto di lavare tutto il suo corpo. Una volta finito, lei è uscita dalla vasca, si è asciugata e mi ha lanciato l'asciugamani bagnato, perché mi asciugassi.
«So che ti piace indossare quel perizoma, quindi tienilo addosso, schiavo; ora, una volta finito di asciugarti, va in camera da letto.»
Ho finito di asciugarmi e, con indosso il perizoma fradicio, sono andato in camera da letto. La mia erezione era incontenibile e sporgeva dalla parte superiore del perizoma. Lei è entrata in camera da letto pochi minuti dopo, indossando una vestaglia di raso rosso, una giarrettiera, calze di nylon e décolleté di vernice nera. Si è avvicinata al bordo del letto, dove ero seduto, mi ha afferrato i testicoli attraverso la stoffa del perizoma e mi ha ordinato di aprir la bocca, che ha subito riempito con un paio delle sue mutandine usate; mi ha legato una sciarpa intorno alla testa a mo' di bavaglio. Quindi si è munita di un elastico spesso, lo ha piegato a metà e me l'ha infilato nei testicoli: il dolore era lancinante. Poi mi ha legato i polsi dietro la schiena e le caviglie assieme, per assicurarsi che fossi immobilizzato. I miei testicoli hanno iniziato a farmi davvero male. Mentre finiva di legarmi, mi chiedevo cosa avesse in serbo per me quella sera. Di solito non mi lega, dal momento che sono sempre molto collaborativo. Subito dopo ha impartito un ordine ben preciso.
«Alzati, schiavo; seguimi!»
Mi sono alzato barcollando e lei mi ha spinto verso l'armadio. Abbiamo una cabina armadio in camera da letto con uno specchio sulla porta. Ho zoppicato verso l'armadio il più velocemente possibile, per quanto mi permettessero le corde che mi legavano le caviglie. Ha aperto la porta e dentro c'era una sedia, sulla quale mi ha fatto cenno di sedermi. Una volta seduto, mi ha legato saldamente alla sedia con una corda. Si è chinata e mi ha afferrato il cazzo divenuto duro come marmo.
«Resta in assoluto silenzio! Non far rumore, finché non torno. Hai capito?»
Ho annuito. È uscita dall'armadio ed ha chiuso la porta dietro di sé. Sono rimasto seduto al buio dell'armadio con un'erezione fortissima, senza sapere a cosa sarei andato incontro. Son rimasto seduto al buio per almeno mezz'ora, prima di percepire qualcosa all'esterno dell'armadio. Ho sentito l'interruttore della luce della camera da letto scattare e, quando le luci si sono accese, sono rimasto sorpreso dal fatto che potevo vedere dentro la camera da letto dall'interno dell'armadio. Mia moglie aveva fatto installare uno specchio unidirezionale sulla porta dell'armadio, in sostituzione di quello preesistente. Da lì potevo vedere l'intera stanza, senza che nessuno potesse vedermi. Son quasi impazzito quando mia moglie è entrata in camera da letto seguita da un giovane che non avevo mai visto prima. Lei indossava ancora la biancheria intima che aveva addosso prima, ma lui era completamente nudo. Sembrava aver poco più di vent'anni ed era probabilmente uno studente presso l'università del posto. Lui le palpeggiava il culo, mentre la seguiva sul letto. Poi lei l'ha fatto distendere e si è posizionata in maniera che io avessi una visuale perfetta; subito dopo ha iniziato a succhiare il membro di quel ragazzo, che sembrava esser molto ben dotato: un gran cazzo, lungo e grosso, che mia moglie ha fatto completamente sparire in fondo alla sua gola. Lui continuava ad accarezzare Katia tra le cosce e poi, dopo che lo ha leccato per bene e succhiato meglio, si è sdraiata, ha spalancato le cosce e si è subito fatta penetrare con un colpo solo. Ho visto il seno di Katia sobbalzare, il suo corpo inarcarsi per reggere l'impatto dei colpi che le venivano inferti. Lui ha preso a scoparla con molta foga, mentre lei gemeva di piacere e, quando ha avuto l'orgasmo, si è girata verso di me.
«Così mi piace! Dai, porco, scopami forte! Fammi sentir bene questo tuo cazzo tutto dentro, fin in fondo! Dai, che vengo... vengo!»
Dopo aver goduto, lo ha spinto di lato ed hanno cambiato posizione. Si è messa in ginocchio con il viso rivolto verso di me ed il ragazzo si è posizionato dietro di lei; ha preso a scoparle il culo, tenendola ben ferma per i fianchi. Pensavo che quello che stavo vedendo mi avesse reso geloso, invece ero eccitato a più non posso. Più mia moglie si divertiva, più la cosa mi eccitava. Il mio cazzo era così duro da farmi male. Lei ha avuto un altro orgasmo.
«Sì, dai che mi piace anche nel culo! Godo per come me lo stai aprendo... dai, porco, fammi godere! Sì, così, dai, che mi fai godere anche con il culo!»
Dopo aver goduto di nuovo, sono tornati nella posizione iniziale, lei distesa a cosce aperte e lui sopra. Lei mi ha stupito quando si è rivolta a lui.
«Faresti meglio a sbrigarti, perché mio marito tornerà a breve.»
A questo tizio non sono serviti altri incoraggiamenti. Ha iniziato a pomparla con una vigoria incredibile Mia moglie ha iniziato a gemere e tremare per l'orgasmo che stava provando, mentre lui continuava a sbatterla sempre più forte. Poi lei gli ha passato una mano intorno al sedere e gli ha solleticato i testicoli con le unghie. Questo è bastato, per far sborrare quel maschio, che ha emesso un urlo.
«Oh, cazzo, così mi fai venire! Sto sborrando! Senti quanto ti riempio!»
Ho visto i suoi fianchi stringersi, i suoi glutei contrarsi nello sforzo e, ad ogni contrazione, era evidente che schizzava bordate di sbroda dentro la fica di mia moglie; deve averle donato una vera e propria cascata di sperma. Non appena le sue contrazioni son cessate, mia moglie lo ha sollecitato ad andarsene perché, a breve, suo marito sarebbe tornato a casa. Lui ho ringraziato in fretta e furia ed è andato via. Mia moglie è rimasta sul letto a gambe divaricate, orientando la sua fica luccicante verso di me. Potevo vedere le labbra arrossate ed un rivolo di crema bianca colare all'esterno. Il mio cazzo era così duro che mi faceva davvero male. Mia moglie si è alzata e, quando ha sentito che il suo occasionale amante se n'era andato, è tornata verso l'armadio. Ha aperto la porta ed ho pensato che sarei stato liberato, ma mi sbagliavo. Mi ha guardato dall'alto in basso, con un sorriso sornione.
«A giudicare dalla tua erezione, sembra che lo spettacolo ti sia piaciuto.»
Ho annuito e lei mi ha rivolto un sorriso civettuolo, mentre mi slegava dalla sedia e mi toglieva il bavaglio.
«Il divertimento non è ancora finito, schiavetto da quattro soldi. Adesso mettiti in ginocchio sul bordo del letto.»
Zoppicando, come avevo fatto precedentemente, mi son diretto verso il bordo del letto, senza sapere cosa mi aspettava. Quando mi son messo in posizione, lei si è avvicinata, si è seduta sul bordo del letto di fronte a me ed ha aperto le cosce, si è infilata un dito nella figa ancora fradicia di umori. Con l'altra mano mi ha afferrato i testicoli, ha estratto lentamente il dito appiccicoso e me lo ha infilato in bocca.
«Leccalo, schiavo! Assapora questa prelibatezza.»
Ho obbedito come se stessi facendo quell'operazione con un lecca-lecca, finché non è strato ripulito. Potevo sentire il sapore dello sperma del giovane stallone che l'aveva appena chiavata, mescolato alle sue secrezioni vaginali. Ha sorriso maliziosamente, poi mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha dato un severo ammonimento.
«Dobbiamo esser certi di non perdere nemmeno una goccia, eh?»
Subito dopo mi ha fatto inginocchiare ai piedi del letto, lei ha spinto il bacino in avanti ed io mi son trovato la sua splendida figa ancora aperta, gonfia e tumefatta, da cui colava un rivolo di crema bianca. L'ho leccata con tutta la passione possibile ed immaginabile. Ha mugolato di piacere mentre la mia lingua scavava tra le pieghe della sua vagina per raccogliere fino all'ultima goccia di quel miele. Dopo che ho finito di dissetarmi a quella fonte di piacere, lei ha sorriso ed ha abbassato lo sguardo verso il mio inguine.