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Fantasia Moglie condivisa

Mia moglie condivisa con i colleghi

Da quando la moglie rientra in casa il clima di amicizia scompare per fare posto all'arrapamento. Poi lui esce un attimo e...

Adrian

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Un normale pomeriggio a guardare la partita con i colleghi, birra, piedi sul tavolino e commenti pesanti, tanto siamo solo noi, mia moglie è ancora in palestra. Con Marco e Luca mi trovo sempre a mio agio anche se in realtà uno è il mio diretto superiore e Luca è proprio il capo supremo dell’ufficio amministrativo, ma non c’è formalità tra di noi anzi loro due sono due scapoloni separati che non esistano a raccontare le loro avventure notturne. 

Tutto normale tutto tranquillo se non fosse quei loro racconti quel loro vantarsi, mi aveva fatto venire certe idee, idee strane che avevo raccontato a mia moglie, idee eccitanti ma spaventose, idee che ora mi venivano in mente e non mi facevano godere della partita. Improvvisamente questi miei pensieri e tutte le chiacchiere da “uomini” si bloccano, quando entra in casa mia moglie. È vestita da palestra, scarpe da tennis, leggins grigi super attillati e una maglietta corta bianca… è mia moglie e per me è la donna più bella e sexy del mondo, è normale, ma dagli sguardi dei miei colleghi capisco che i miei pensieri non sono molto diversi dai loro. La stanno mangiando con gli occhi. Lei si aggira per casa come una perfetta padrona di casa e la partita improvvisamente ha perso d’importanza, i miei colleghi non perdono occasione per parlare con lei, scopriamo anche che Luca la conosce già di vista, si incontrano in palestra ogni tanto, immagino come l’abbia guardata in palestra mentre fa gli esercizi, Marco invece saputo che lei si è appena laureata in architettura, le parla della casa nuova che ha comprato dopo il divorzio e come vorrebbe ristrutturarla, lei chiacchiera con loro amabilmente, ma io la conosco, fa finta di niente, ma sta facendo la civettuola, li sta provocando, proprio come avevamo immaginato nei nostri più loschi pensieri, loro non si perdono un movimento, per sbirciare nella sua maglietta larga e corta chiedendosi se indossa il reggiseno sulle sue adorabili tettine, o le guardano il culo scolpito non riuscendo a capire che mutandine indossa… io le so già le risposte e mi sto eccitando sempre di più. Nel frattempo la partita è finita ma i miei colleghi non accennano ad andarsene anzi.

“Tesoro, perché non inviti i tuoi colleghi a cena?”

“Certo potremmo ordinare una pizza, cosa ne dite?”

“Ok perché no?!”

“Sì sì, accetto anche io molto volentieri” entrambi lo dicono guardando lei e non me.

“Potresti andare a prenderla qua sotto la pizza, è più buona anche se sono un po’ lenti, nel frattempo intrattengo io i tuoi colleghi” nella sua voce non c’è malizia, ma mi lancia uno sguardo che non riesco del tutto a comprendere.

Un po’ titubante prendo il portafoglio ed esco di casa, la situazione è normale, niente di preoccupante, niente di strano, se non fosse che le mie fantasie, le nostre fantasie iniziano sempre così… Lei da sola con due uomini allupati, lei tra due uomini che non sono io. Guardo il pizzaiolo lavorare mentre il mio cervello lavora, immagina, sogna, teme, ho paura, ho paura che la nostra fantasia si avveri, ho allo stesso tempo paura che non si avveri. 

Sono confuso ma eccitato. La pizza è pronta, mi sembra sia passato un secolo da quando sono uscito di casa, pago esco dalla pizzeria e prendo le scale per tornare a casa. Si prendo le scale, non l’ascensore, perché ho paura di scoprire cosa succede a casa nostra. Ma anche le scale finiscono e sono davanti alla porta di casa, per un attimo ho la tentazione di suonare il campanello ma poi faccio un sospiro infilo la chiave e apro la porta di botto. 

Lei è lì davanti a me, sul divano, con miei due colleghi, tra i due miei colleghi, letteralmente tra i miei due colleghi. Nuda, tutta nuda, lei e loro. È un ginocchio sul divano, uno davanti a lei, l’altro dietro. Nessuno si muove, loro guardano me, io guardo loro, lei è così bella. Mi guarda, capisce, sorride e da una bella leccata all’uccello che ha di fronte. È come un segnale per sbloccare la situazione, i due tornano a muoversi, a pompare da dietro e da davanti. Chiudo lentamente la porta, appoggio le pizze in cucina e torno da loro, Luca è piccolo e magro, ma con un uccello davvero ragguardevole, lungo e tanto largo che la mia dolce mogliettina fatica a tenerlo in bocca. Marco invece è alto e massiccio, intravedo il suo uccello uscire ed entrare da mia moglie, anche lui sembra ben dotato ma meno di Luca. Guardo il bellissimo corpo di mia moglie scosso dai colpi di Marco, guardo quel cazzo che non è il mio affondare nella sua carne, guardo le mani di Marco che si aggrappano ai suoi fianchi, la sento mugolare, il viso è coperto dai suoi lunghi capelli lisci ma Luca li raccoglie e glieli tiene a formare una coda, per farmi vedere. Vedo il viso di mia moglie stravolto dal piacere, gli occhi chiusi, mentre mugugna con la bocca piena della cappella di Luca. Sono estasiato, affascinato, eccitato. Li sento parlare, anche se non afferro del tutto le loro parole, le sento arrivare come da lontano, si fermano, vedo i loro uccelli bagnati uscire da mia moglie, che mi guarda sorridente, mi bacia, mi spoglia e mi mette seduto sulla poltrona, ho l’uccello durissimo, mi accarezza poi si rimette in ginocchio, in modo che io dalla mia posizione possa vedere bene cosa succede, poi si fa la coda. Si scambiano i posti, vedo Marco avvicinare il suo uccello e mia moglie felice leccarlo, accarezzarlo, poi lo ingoia, felice di essere riuscita a prenderlo in bocca questa volta. Vedo Luca accarezzare il culo di mia moglie, le sbatte l’uccello sulle chiappe, è davvero grande, mai visto un uccello così, poi lo punta contro di lei, le fa allargare le gambe per abbassarla e farla arrivare alla sua altezza, poi spinge. 

Prima di andare avanti…

Com’è finora?

Un tocco e chi l’ha scritto lo saprà. Non serve registrarsi.
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