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Esperienza vera Hotwife

Il passato segreto di una moglie hotwife

Monica racconta a un amica il proprio passato sessuale e quello presente con il marito.

Monica e Manuel Drake

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Cara amica mia, ormai ci conosciamo da mesi e tu, come tanti miei lettori, sei sempre più curiosa di sapere un po’ più di me e del mio passato, specialmente quello che non ho raccontato nei libri e nei racconti scritti assieme a mio marito. Ebbene, eccoti accontentata. Tanti episodi non li conosce nemmeno Manuel, perciò ti chiedo di conservare segretamente questo mio scritto.

 Come tante ragazze della mia generazione, attesi di aver compiuto i diciotto anni prima di avere il mio primo rapporto sessuale completo. Da allora, ebbi una serie di fidanzati.

Le mie storie duravano dai tre-quattro mesi ai due-tre anni, poi, puntualmente, finivano, in quanto i miei fidanzati, o le loro mamme, mal sopportavano che facessi la ballerina.

Il sesso con i fidanzati era normale, senza alcuna trasgressione: si usciva il sabato sera, per una cena o una pizza, soli o in compagnia di amici, poi un giretto in auto o in centro. Infine, la classica scopata in macchina, lui sopra e io sotto. La domenica poteva esserci la variante del sesso al pomeriggio, magari in qualche camporella, durante la gita al lago.

Le scopate si accumulavano numericamente, ma non mi provocavano alcun sussulto, né di piacere, né di fantasia.

Unico episodio degno di nota fu la vacanza che trascorsi dai parenti di un mio fidanzato calabrese. Una settimana da loro, molto tranquilla a sesso zero e, la seconda settimana, noi due soli, in campeggio.

Montammo la tenda, poi, per sette giorni filati, fu solo sesso. Non uscivamo nemmeno per andare in spiaggia e ne facemmo di tutti i colori. Dentro la tenda, si galleggiava nello sperma.

Al termine della vacanza, chiese di sposarmi, a condizione, ovviamente, che smettessi la mia carriera di ballerina, così lo piantai in asso come tutti i precedenti.

Il sesso più interessante arrivò quando fui assunta alla Rai. In quell'ambiente conobbi personaggi intriganti, come coreografi e musicisti un po’ più grandi di me e con molta esperienza, così ebbi modo di vivere un sesso più coinvolgente e iniziai a sperimentare, soprattutto nuove posizioni e situazioni.

L’ho fatto nelle sale di registrazione, nei magazzini degli attrezzi, tra le scenografie smontate, nei guardaroba di scena, dove un mio partner, ogni volta prima di scoparmi, voleva che mi vestissi con alcuni di quei costumi.

Terminati gli oltre dieci anni di esperienza televisiva, accettai di lavorare per due anni al Crazy Horse di Parigi. Sebbene a noi ballerine fosse tassativamente proibito intrattenere rapporti con i clienti, gli inviti a feste ed eventi arrivavano a pioggia, specialmente da parte di ricchi imprenditori e playboy.

Ovviamente, non avevo intenzione di vivere due anni in castità, così accettai un po’ di quegli inviti, ed è facile immaginare come andavano a finire. Nel frattempo, avevo accumulato un’esperienza di centinaia e centinaia di scopate e le mie abilità sessuali avevano raggiunto livelli tali che anche molte pornostar potrebbero invidiarmi.

Se a ciò aggiungiamo che il mio costante e durissimo allenamento atletico mi ha permesso di avere il totale controllo dei miei muscoli pelvici e vaginali, potete comprendere perché, noi ballerine, siamo sempre state ambitissime dagli uomini.

Dopo Parigi, fui chiamata a fare la direttrice artistica di un’importantissima catena di hotel extralusso, così vissi un anno a Londra, poi iniziai a girare il mondo ed ebbi storie con diversi colleghi e membri degli staff con cui lavoravo.

Dopo altri quasi dieci anni, avevo raggiunto il livello di saturazione totale dal lavoro e dagli uomini.

Decisi di prendermi una pausa e rientrai a Milano. Non avevo necessità di lavorare perché avevo sempre avuto stipendi da favola, così ebbi la possibilità di dedicarmi ad alcuni progetti che avevo rimuginato negli anni precedenti.

La saturazione dagli uomini fece presto a passare, così iniziai nuovamente a frequentarne alcuni, senza impegni particolari. Arrivai ad averne cinque fissi, contemporaneamente (un giornalista, un musicista, un dentista, un poliziotto e un assessore).

Con cinque spasimanti contemporanei, è logico che le scopate fossero veramente numerose. Arrivavo a farmene anche tre o quattro a settimana, tutte a casa mia.

Dato che sono sempre stata gelosa delle mie cose, non facevo entrare nessuno nella mia camera da letto, così avevo comprato, per il preciso scopo, un divano letto dell’Ikea che misi in salotto.

Ebbene, dopo due anni, una sera, mentre scopavo furiosamente con uno dei tizi, il divano si distrusse letteralmente, tante furono le cavalcate e le relative sollecitazioni di cui fu teatro nella sua breve vita.

Ascoltando le esperienze di diverse mie amiche, sposate e non, pensavo di essere una che scopava veramente tanto, ma mi sbagliavo: avevo ancora parecchio da imparare cosa significasse avere un’intensa attività sessuale.

Infatti, arrivò il giorno nel quale incontrai Manuel, mio marito, e il mio interesse per gli uomini si focalizzò solo su di lui. Ne fui innamoratissima sin dal primo istante che lo vidi. Iniziammo a frequentarci e facemmo sesso la terza volta che ci incontrammo.

Prima di andare avanti…

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