Capitolo 1 di 3
Fantasia Bull
Il tuo regalo di San Valentino (Il primo paio di Corna)
Padrone Severo
15 minuti di lettura1Pagina 2 di 3avrebbe dovuto dare sollazzo ai due pervertiti che immagino si stavano segando
alle spalle della povera ignara. Rimasi li, raccolsi le forze e inveì contro mio marito
il quale preso alla sprovvista rimase di pietra, cercò di coprirsi il....lasciamo
perdere non ho aggettivi per poterlo descrivere....diventò rosso come un
peperone ma non ebbe il decoro di poter rispondere a tutti gli emproperi che
uscirono dalla mia bocca, lo chiamai in tutti i modi possibili, come potevo aver
passato 25 anni della mia vita con un porco e depravato così, un omuncolo un
rietto che non riesce neanche a rendere donna la propria moglie. Erano le
quattro di stamattina e non riuscivo più a reggere per quanto ero stanca delusa ed
agitata, mi chiusi a chiave in camera mia cercando di chiudere gli occhi e
riposare.”
IO ”Mi dispiace davvero tanto per la tua disavventura, capisco bene che tu sia
provata da quello che ti è successo, ma cerca di calmarti non puoi continuare a
colpevolizzarti.”
LEI “Calmarmi? ...calmarmi un cazzo Giò....(scusa se ti ho risposto così), ti giuro che
se in questo momento trovassi qualcuno che abbia voglia di scoparmi gliela darei
senza troppi indugi....gli farei vedere io a quel cornuto segaiolo di merda...”
Non mi aspettavo che Michela fosse così eloquente nonostante ciò che gli era accaduto qualche manciata di ore prima, naturalmente presi la palla al balzo e...
IO “Passami il tuo cellulare Michela!”
LEI” Perchè cosa vorresti fare Giò, non voglio avere a che fare con quel bastardo per il
momento, non so se riuscirò più a perdonarlo dopo questo che mi ha fatto.”
IO” Voglio che mi passi il telefono e non ti preoccupi per l'uso che ne farò, fidati di
me, sai che ti voglio bene e ti rispetto, non voglio vederti così sofferente.
Si fece un poco di coraggio e mi passò il suo cellulare, lo afferrai ma notai che ancora lo stringeva tra le dita come per proteggerlo, per proteggersi....lo strattonai lo presi ed entrai in whats App, cercai il nome del marito, lo aveva salvato col classico nome che ogni donna da al suo amato (Amore), aprìì la chat e scrissi “Ciao Piero, sono Giò, ricordi il collega di tua moglie, preparati, la tua cara mogliettina stasera ti farà un bel regalo, un bel paio di CORNA nuove e fiammanti....Buona sega cornuto. Chiusi la Chat e le passai il cellulare...
IO” Stasera per le 22:00 tieniti pronta passo a prenderti”
Non aspettai la sua risposta, gli girai le spalle e tornai spedito nel mio ufficio, immaginavo che presto sarebbe venuta a chiedermi ragguaglio su ciò che avevo fatto e sul perchè gli avevo detto che sarei passato la sera a prenderla. Alla pausa pranzo sentì bussare alla porta del mio ufficio, aprii, entrò e chiuse la porta dietro di se, si avvicinò alla mia scrivania e si protese verso di me sorridendomi.
LEI” Dunque stasera sarai tu a scoparmi? Ne sono davvero lusingata e sono eccitata all'idea di rendere cornuto il bastardo che ho a casa …. avrei dovuto farlo prima …. Sai mi ha risposto al messaggio che tu gli hai mandato, mi ha detto che non vede l'ora di essere ufficialmente cornuto e che gradirebbe ci guardasse mentre mi monti, promettendo di stare in un angolino accucciato senza disturbare. Ha chiuso il messaggio dicendomi che sarà il più bel regalo della sua vita e che mi ama alla follia..
Stasera mi farò trovare pronta per le dieci...stasera sarò la tua TROIA.
Alle 22:00 precise fui sotto casa, le mandai un messaggio, 5 minuti dopo salì in macchina abbassò il finestrino e la vidi metter la mano sinistra fuori guardando verso il balcone del palazzo di fronte, ed iniziò a sventolare la sua splendida mano facendo le corna, vidi affacciato ad una finestra il marito che salutava. Arrivammo a destinazione, mi ero fatto prestare da un amico un loft ricavato in una vecchia struttura ormai in disuso, salimmo e fummo dentro, qui iniziammo a conversare un poco, lei era vestita normale un pantalone lungo attillato, una maglia aderente poco trucco ed un paio di scarpe da tennis. Era chiaro che non era esperta nell'arte della seduzione ma questo non scoraggiò le nostre intenzioni …. eravamo li per scopare e questo avremmo fatto ….. Lei temporeggiava si notava dal viso che era imbarazzata, cercava di farsi coraggio, mi avvicinai a lei e le posi le mani sul culo iniziando a palparla andando fin dentro le cosce toccando cosi le labbra sella sua fica....
IO” Ti sento rigida, rilassati lasciati andare Michela....voglio che ti spogli nuda (Con
voce perentoria).
LEI” Ti prego Giò è la prima volta che mi trovo in una situazione simile, ho bisogno di
un attimo....
Gli accarezzavo i capelli per farla rilassare, lei si tranquillizzo e così iniziò a denudarsi completamente come gli avevo chiesto, ha un bellissimo corpo le tette piccole ma con capezzoli prominenti, la sua fica era completamente rasata aveva le grandi labbra abbastanza pronunciate si intravedeva a malapena il solco tra di esse da cui spuntavano quasi incollate le due piccole labbra, si notava in punta una goccia di rugiada simbolo che era profondamente eccitata, intanto il mio bozzo iniziava a crescere alla vista di quello spettacolo....
IO” Hai una fica stupenda Michela”
LEI “ Sono contenta che ti piaccia, sei fortunato (sorridendo), se non fosse per
qualche avventura prima del matrimonio potrei dirti che sono vergine, all'inizio
Piero sebbene con fatica riusciva a penetrarmi, certo non mi faceva godere ne
mi riempiva visto le ridottissime dimensioni ma comunque sentivo qualcosina
dentro, ora è più di cinque anni che non riesce più....insomma hai capito....si
limita a leccarmela ogni tanto o al massimo infilarci un dito.”
Ero troppo eccitato nel sentirle dire quelle parole, intanto che lei parlava io mi denudai a mia volta rimanendo in intimo, lei notò subito (sebbene ancora coperto dai boxer) il mio uccello ormai piuttosto duro che svettava verso la parte alta, quasi volesse uscire da quella prigione ed entrare in quella tana umida calda ed accogliente. Iniziai a mungerle le tettine, in verità piccole e cadenti, ma in compenso con dei capezzoli molto pronunciati duri e sporgenti, iniziai a tirarli e torcerli lei fece strani movimenti con la faccia, era evidente che il gioco le procurava dolore ma anche eccitazione.