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La fragranza del reato: il marito che scopre di essere cuckold Capitolo 3 di 5
Capitolo 3 di 5

Fantasia Marito cuckold

Scalata al piacere

Drew75

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Titubante spinsi il battente e varcai la soglia. La stanza vuota era avvolta dalla sensualità che sapevamo costruire per i nostri happening. Mi domandai cosa stesse succedendo quando, improvvisamente, dalla porta del bagno en suite, sbucò mia moglie seguita da un’altra donna sconosciuta. Entrambe erano in négligé i cui ricami lasciavano trasparire i loro fianchi abbondanti e i loro seni prosperosi; mi attorniarono e iniziarono a baciarmi, facendo poi scorrere le mani su tutto il mio corpo. Con parole di benvenuto e ben tornato a casa cominciarono a spogliarmi spingendomi verso la stanza da bagno; su ogni ripiano ardevano candele profumate che rendevano soffuso l’intero ambiente. Senza permettermi di fare domande mi accompagnarono, nudo, verso la vasca che sobbolliva di schiuma invitante. 

Tra parole di merito per essere il miglior marito del mondo, sussurri erotici che mi promettevano strepitosi servigi e piaceri innominabili, venni immerso nell’acqua calda. Mani voluttuose mi passavano spugne profumate su tutto il corpo, abili cercavano di stimolare le mie zone erogene; il mio pene reagiva a tutte queste lusinghe pulsando nell’acqua e mostrando la sua cappella gonfia tra le bolle di schiuma. Le due si prodigavano in carezze e massaggi proprio nel mio punto più sensibile. 

Non volevano concludere così, quelle due avevano in serbo per me, marito cornuto ma felice di esserlo, un servizio di tutto riguardo; mi estrassero quasi di peso dalla vasca e mi cosparsero di olio profumato. Mi sentivo come uno di quegli eroi dell’antichità osannato e accudito dalle ancelle di palazzo. 

Su letto si gettarono su di me, avide e voluttuose come due lupe affamate. Le bocche si alternavano attorno alla mia cappella mentre un turbine di mani correva sul mio corpo. La sconosciuta arrivò persino a massaggiarmi il petto con i piedi e a infilarmi l’alluce in bocca. Io succhiavo mentre mi godevo il lavoro sullo scroto eseguito da mia moglie. Avevo sempre amato i piedi femminili e, quando mia moglie mi si concedeva ancora, mi piaceva baciarglieli mentre la scopavo. Con la sconosciuta fu diverso, era lei a divertirsi sul mio corpo con i piedi, me li passava un po’ ovunque e me li porgeva perché li leccassi, sia sul collo che sotto la pianta. Avrei voluto che mi masturbasse, con quei piedi attraenti. Quindi si scambiarono. Mi moglie mi offrì il suo sesso depilato alla bocca e potei così tornare ad assaporare la sua fragranza sapida che da lungo tempo mi mancava. Lappavo con desiderio e mia moglie accompagnava il mio movimento con il bacino; la stringevo a me affondando le dita nella morbida carne delle sue natiche. Improvvisamente sentii le mani della sconosciuta afferrarmi le caviglie e sollevarle appoggiando le mie gambe sulle sue spalle. Compresi il suo gioco quando sentii la sua lingua leccare intorno al mio ano. Era una pratica che non avevo mai subìto e una scarica di eccitazione dilagò in me. Temetti di venire senza nemmeno toccarmi. 

“Ti piace, maialone?” mi disse mia moglie. “Ti piace il mio regalo?” 

Cercai di rispondere tra i dolci succhi della sua vulva e tra la goduria che mi avvolgeva completamente. Non potevo essere più felice di così. O forse sì, perché la sconosciuta abbandonò il mio culo per farsi impalare dal mio sesso teso da un tempo infinito. Mia moglie si girò su se stessa e, sempre mantenendo la figa incollata alla mia bocca, iniziò a baciare voluttuosamente la nostra compagna. C’erano troppe sensazioni perché riuscissi a seguire un filo logico tra le tante, mi abbandonai al piacere che le due donne mi offrivano e si gustavano tra loro e con me. Mentre scopavo la sconosciuta e leccavo la figa di mia moglie mi domandavo come mai quest’ultima avesse deciso di farmi un tale regalo. Possibile che fosse solo per la mia accondiscendenza ai suoi giochi erotici con tutti i suoi amanti? Era forse un passaggio di livello nella sua depravazione? Non sapevo spiegarmelo, decisi che glielo avrei chiesto in seguito; in quel momento mi sarei goduto tutto quello che le due donne avevano da darmi. 

L’abbandono fu completo e l’orgasmo salì impellente, avvisai la mia amazzone del bisogno che avevo di sborrare, lei si tolse nell’istante esatto in cui il primo fiotto di sperma erompeva dalla mia cappella. Inondò la vulva depilata della mia cavaliera ricadendo poi sul mio ventre. Mia moglie mi segui nel piacere e si scaricò sul mio viso lasciandomi a boccheggiare in quel momento libidinoso. 

 Cercando di riavermi da quell’amplesso chiesi di poter andare in bagno per pulirmi. Le due dame mi negarono la possibilità; mia moglie si tuffò su quel che restava del mio orgasmo e la sconosciuta mi offrì il suo sesso condito dal mio sperma. Mi trovai a gustare i succhi di mia moglie appena venuta mischiati a quelli dell’altra donna deliziosamente salati dal mio seme. Era per me la prima volta che lo assaggiavo, in quella situazione in cui l’eccitazione non sembrava voler scemare, lo trovai gustosamente vizioso. Anche io mi trovavo ad accettare qualsiasi sorta di lussuriosa abiezione. 

Le due donne, non paghe di ciò che avevamo appena vissuto mi fecero accomodare sulla sedia che sempre usavo durante le copule di mia moglie e si lanciarono in un lesbo-show da urlo. I due corpi femminili si fondevano e si separavano per tornare poi a formare un’unica entità libertina. Dai cassetti estrassero numerosi giocattoli con cui si diedero vicendevolmente piacere scambiandosi ripetutamente il ruolo di dominata e dominatrice. Io guardavo estasiato quel gioco saffico che andava ben oltre la semplice sessualità, tra le due donne sembrava esserci la più completa complicità, forse dovuta alla piena conoscenza del corpo e della mente femminile. Era qualcosa che il maschio non avrebbe mai potuto co prendere, convinto come è che il piacere derivi solo dal mero possesso e dalla potenza espressa, e non solo negli amplessi. 

Prima di andare avanti…

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