BullWife
La fragranza del reato: il marito che scopre di essere cuckold Capitolo 2 di 5
Capitolo 2 di 5

Fantasia Marito cuckold

Consapevolezza del proprio essere

Drew75

7 minuti di lettura1Pagina 2 di 2

Pene che il proprietario prese a due mani e puntò diretto alla vagina spalancata di mia moglie. Per un attimo temetti che la sfasciasse da tanto era grosso e lungo. Ma non avevo fatto i conti con l'elasticità del corpo umano, e forse anche con l’abitudine a certi attrezzi che mia moglie aveva sviluppato negli anni. Il grosso membro sparì completamente in un paio di colpi lasciando mia moglie prima senza fiato e poi con le labbra aperte per esprimere tutto il suo piacere. 

Vedevo i corpi contorti nell’amplesso, la carne vibrare al ritmo del coito; sentivo la tensione sessuale crescere a dismisura man mano che l’orgia proseguiva. Mi ero ripromesso di non spogliarmi, avrei voluto sborrare ancora nelle mutande e nei pantaloni, senza aiuto delle mani ma la tensione era troppa e il cazzo che tenevo chiuso negli indumenti mi stava facendo davvero male. Mi sollevai dalla sedia e il momento si frantumò nel terrore dei due che volessi prender parte al loro gioco o qualcosa di peggio; li rassicurai che volevo solo togliere i pantaloni. Tranquillizzati dai miei gesti tornarono alle loro faccende e io, finalmente libero nel mio sesso, potei godere sia della vista che delle mie mani. 

Mia moglie si sfilò da sotto e, facendolo appoggiare ai cuscini, si mise a cavalcarlo guardandomi in faccia. Io ero estasiato ed eccitato, la fissavo a bocca aperta. Il bacino che saliva e scendeva, la vulva aperta che accoglieva l’uccello duro, i seni che le rimbalzavano sul petto e le mani dell’uomo che la tenevano per i fianchi accompagnandola nel movimento, a bocca spalancata che gemeva di puro piacere. Feci i complimenti allo stallone perché aveva una resistenza che io mi sognavo; smisi anche di toccarmi per evitare di venire prima della fine dello spettacolo. 

Mia moglie crollò in avanti trascinando con sé l’uomo, che iniziò a scoparla a pecorina. Lei si mise le mani sulle chiappe e le divaricò, il suo compagno capì, sfilò la sua enorme verga dalla figa slabbrata di mia moglie e appoggiò la grossa cappella al piccolo buco di culo. Quando spinse per entrare mi mancò un respiro e un battito di cuore, davvero l’avrebbe sfondata; ma anche in questo caso, l’abitudine di lei a questa pratica ebbe la meglio e la nerchia venne inghiottita dalle sue viscere. Io mi sentivo di morire, non per la vergogna ma per l’eccitazione che mi stava soffocando. Avevo l’uccello talmente duro da farmi male, se solo lo avessi sfiorato avrei schizzato dappertutto. Non volevo perdermi nemmeno una frazione di quell’amplesso. Vedevo i seni di mia moglie dondolare sotto di lei mentre l’uomo la chiavava da dietro e le stringeva le natiche come a non voler farla fuggire. Lei aveva il viso trasfigurato dal piacere, la bocca spalancata, la lingua di fuori. Guardava verso di me ma non ero sicuro che mi vedesse. Nei suoi occhi traspariva un altro universo, quello infinito della libidine. 

“Sto per venire.” annunciò, - finalmente, pensai io, - lo stallone. Mia moglie s’affrettò a sfilarsi da quel palo che la stava trafiggendo e s’inginocchiò di nuovo davanti al pene eretto che, dopo due colpi di mano, spruzzò tutto il suo piacere sul viso e sul seno della mia donna. L’orgasmo, come un fluido magico che attraversa spazio e tempo per arrivare in ogni angolo delle stanze in cui avviene, mi raggiunse e anch’io solo accarezzandomi dietro alla cappella, eiaculai la mia soddisfazione per quello spettacolo appena concluso. Sentii il mio stesso sperma gocciolare sulle gambe, amplificando il piacere che avevo appena vissuto. 

Esausto me ne andai in bagno per lavare via quella strana sensazione che avevo provato. Sotto la doccia le immagini di ciò che era appena successo scorrevano dentro i miei occhi. Rivedevo mia moglie godere, l’uomo stantuffare, ma soprattutto rivedevo quella grossa verga dritta e dura. Era questa che m’aveva oltremodo stregato, mi domandavo quale sarebbe stata la sensazione di stringerla tra le mani. Con questo pensiero allungai un occhio verso il mio pisello, lo presi in mano e lo soppesai. Forse mia moglie aveva ragione a desiderare qualcosa di più. 

Questa è una fantasia.

Fine del capitolo 2

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Drew75

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