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Fantasia Umiliazione

Umiliazione cuckold: il cornuto servizievole

pennabianca

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«huummm…Sì…Porco, cornuto…Vengo! Cazzo, che maiale sei! Ti piace la sborra di chi mi ha montato! Dai… Lecca tutto, che vengo!»

Mi lecca a dovere, poi, sazio, si mette seduto e mi mette il suo cazzo di nuovo in mano. Vuole che gli racconti tutto.

«Appena arrivati, ci siamo trovati subito due singoli che, ben presto, capiscono che Diego mi esibisce e vuole scoparmi assieme a loro. Ci spostiamo un poco più in disparte e, aperta la macchina, mi ritrovo subito due bei cazzi da succhiare. Loro mi insultano con uno spinto turpiloquio e Diego rincara la dose.

«Apri la bocca, troia, succhia! Che vacca che sei! Una vera zoccola!»

«Fatela godere, dobbiamo scoparla bene, altrimenti il cornuto che me l’ha affidata, non è soddisfatto; dai, troia che ti sfondiamo».

«Mi distendono sul sedile di dietro e, a turno, mi entrano dentro, mentre l’altro mi fa succhiare il suo cazzo».

«Accidenti come lo succhia! E’ una vera troia succhiacazzi, quella che abbiamo trovato! Dai, ingoialo!»

«Me lo spinge tutto dentro la gola e mi fa godere il fatto che mi stia scopando in bocca, mentre l’altro mi spacca la fica. Diego assiste divertito, mentre altri due maschi si avvicinano e gli chiedono se posso esser disponibile a scopare anche con loro».

«Certo che la potete scopare. È una troia che il marito mi ha affidato per farla scopare e riempire di sborra in ogni buco. A proposito, fatela mettere girata, così posso sfondarle il culo».

«Ho appena il tempo di inginocchiarmi, che mi si para davanti il cazzo di Diego. Enorme! Lungo e TANTO grosso. Cerco di convincerlo a desistere dall’incularmi».

«No, aspetta… sei troppo grosso, per il mio culo!»

«Cerco di farlo ragionare: magari, prima mi faccio inculare da uno più piccolo, ma lui non sente ragioni e, dopo averlo spennellato, un po’ davanti, fa colare della saliva nel solco e di botto mi incula, fino in fondo. Urlo per il dolore, mentre lui non mi degna di alcun riguardo: mi serra i fianchi e prende a pomparmi, come un toro scatenato. Sento un dolore bestia. Lo sai che nel culo mi piace, ma deve esser preparato, lui invece mi sfonda il culo, quasi a secco. Fortunatamente un altro mi masturba e, ben presto, il dolore fa posto al piacere. Godo nel sentire quella trave nel culo. Mi slabbra il culo, senza pietà».

«Lo senti troia che poi ti piace? Dai ragazzi, metteteglielo anche davanti, prendiamo sta vacca in tutti i buchi. Godi, puttana!»

«Mi solleva e si distende sul sedile. Mi ritrovo con le gambe alzate e aperte. Subito un altro mi infila davanti un cazzo lungo che scivola, non senza difficolta, dentro il mio ventre. Mi sento piena e godo. Un altro si mette sul sedile davanti e mi tocca i seni. Li strizza e impasta, mentre mi sputa in bocca e mi insulta».

«Godi puttana che questa sera ti sfondiamo tutta!»

Vengo come un fiume in piena. Godo e incito chi mi scopa a farlo più forte.

«Più forte! Vengo! Vengo! VENGO!»

«Quello davanti mi sbatte velocemente e poi sborra.

Lo sento schizzare dentro e subito esce per lasciare il posto ad un altro, con il cazzo più corto, ma più grosso. Entra con un colpo secco, dentro di me. Schizzi di sborra escono dalla mia fica slabbrata, che adesso è pompata con vigoria, mentre Diego, da sotto, mi scopa il culo sempre più forte. Vengo di nuovo, assieme al secondo, che mi schizza tutta la sua sborra direttamente dentro. Anche Diego è al limite e mi mette di lato, mentre mi fa un clistere di sborra.

«Sborro! Cagna, ti riempio il culo!»

«Mi ha aperto così tanto il culo, che ne esce un poco e, appena si sfila, subito un terzo prende il suo posto. Mi pompa il culo, mentre un quarto mi mette il cazzo in bocca e mi scopa la gola. Vengono insieme e mi inondano ancora di sborra, che mi fanno ingoiare tutta. Ero esausta ed ho voluto smettere. Adesso sai tutto».

Durante il racconto Franco ha sempre avuto il cazzo in erezione e, adesso, mi fa distendere e me lo pianta dentro. Sento la sborra colare ancora: lui mi scopa, sebbene sono così aperta che dubito possa avvertire il piacere di essermi dentro; gode e, dopo poco, che mi pompa, viene anche lui dentro di me. Mi sento riempire del suo piacere, ero quasi sul punto di godere di nuovo. Appena lui è venuto, l’ho baciato ed abbiamo limonato un poco.

«Ti amo», gli ho detto. Lui mi ha sorriso compiaciuto, allora con un sorriso complice e malizioso, ho aggiunto:

«Adesso, leccami ancora, cornuto!»

Questa è una fantasia.

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