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Mia moglie mi ha... rotto: confessione di un marito cuckold bisex Capitolo 2 di 2
Capitolo 2 di 2

Fantasia Umiliazione

Mia moglie mi fa rompere

Giovanna Esse

10 minuti di lettura1Pagina 2 di 2

Dopo un po’ tolse le dita e subito mi puntò col glande: la sensazione di apertura fu immediata, ma lui non premette oltre. La capocchia non faceva male, perché era morbida, ma si sentiva bene la sua presenza.

Antonella mi sorprese perché venne a mettersi al mio fianco, chinata iniziò a massaggiarmi la schiena… mi prendeva la mano, sembrava felice di assistermi in quel momento tanto speciale. E allora arrivò la spaccatura e il conseguente dolore vero; quando il mio sfintere si ruppe in due e cedette. Mi sembrò che una spada di fuoco mi bruciasse nel culo, avevo preso, d’un sol colpo, mezzo cazzo tutto dietro! Gridai, incapace di trattenermi. Il giovane sgusciò fuori dal mio corpo. Antonella iniziò a carezzarmi le natiche, stringendole tra le mani.

E’ passata… è passata, caro. Rilassati, che non ti farà più male! Aveva ragione, dopo pochi istanti, ricevetti il secondo attacco, ma il culo era già rotto: cedevole e disponibile si lasciò penetrare sempre più in profondità, senza particolari patimenti, anzi, con una goduria senza precedenti. Dopo non più di 2-3 minuti, ero in grado di ricevere il palo maschile tutto dentro, fino ai coglioni. Mia moglie iniziò a carezzarmi il cazzetto che, senza controllo, ogni tanto emetteva schizzi di sperma liquido. Antonella si portava le mani sulla bocca e lo leccava e, Miriam, a sua volta, iniziò a baciarla. Io persi ogni interesse per loro; mi godevo il mio stallone che premeva dietro con forza inaudita, fino a spingermi, del tutto indifeso, sopra letto. Nonostante il dolore, continuai a tenere le chiappe strettissime, ma non c’era verso di fermare il cazzo, che pompava. Lui si puntellò sulle mani e sui piedi, usciva quasi tutto dal corpo per poi cadermi dentro, come quando i più forzuti ficcano l’ombrellone nella rena. Improvvisamente si fece più rigido; il suo corpo tremava. Mi sfilò dal corpo il suo arnese e mi tirò giù dal letto. Lo capii al volo e mi inginocchia al suo volere, con la bocca aperta e la lingua di fuori, come avevo visto fare tante volte alla mia donna. Antonella, di nuovo arrapata di cazzo, mi imitò. S’inginocchiò al mio fianco, guancia contro guancia, mentre il giovane si masturbava violentemente. Ogni tanto approfittava, col glande, delle nostre bocche spalancate e ce lo metteva sulla lingua. La cosa dovette eccitarlo tantissimo, infatti all’improvviso, mentre sbuffava e ansimava, sburrò a grandi schizzi, inondandoci la faccia e la gola col succo caldo. Quando lui finì di venire, io e Antonella, felici e incuranti ci baciammo a lungo, leccandoci reciprocamente lo sperma dal volto. Tutti, poi, ci lavammo, adesso eravamo in confidenza. La serata non era finita, però. I giovanotti erano potenti e le donne, infoiate da quello che avevo subito, vollero farsi inculare a loro volta. Si scambiarono i partner come niente fosse, doveva essere già successo, in passato.

Sedute sulla sponda del letto leccarono i loro cazzi finché ridiventarono di nuovo rigidi e puntuti. Quando entrambe si voltarono e puntarono i piedi saldamente, appoggiando i gomiti sul letto, mi resi utile: carezzai i loro stupendi culi generosi e spalmai il lubrificante tra le loro chiappe. Le “mie donne” dovevano prenderlo nel culo da anni, infatti i grossi arnesi si fecero strada nel budello senza incontrare resistenza. L’inculata delle donne, con quelle loro forme angeliche e i volti nell’estasi era una cosa del tutto diversa da quella che avevo subito poco prima: era uno spettacolo dolce e sognante. Invece io l’avevo preso nel culo, nonostante le forme virili e le chiappe pelose. Era evidente che ero stato fottuto con violenza e col desiderio di sottomettermi. La mia inculata era stata animalesca e la sburrata su di me, quasi un offesa. Ora che i cazzi sfondavano i culetti tondi, chiari e delicati, molli e cedevoli, sembrava, invece, di osservare il paradiso: com’erano belle e come era naturale, per loro, prenderlo passivamente nel sedere… Quando i ragazzi finirono, quasi all’unisono, le riempirono di sburro, sia dentro il buco che sulle chiappe. Loro si andarono a lavare, ma le ragazze restarono in posizione. Capii che mi toccava un’altra dolce umiliazione… le leccai e le pulii bevendo tutto lo sperma, imparando a distinguerne i sapori diversi. Succhiai a lungo anche il liquido che iniziava a scaturire dagli sfinteri umidicci e odorosi. Mentre servivo le signore, mi masturbai… sborrai per terra, ma dopo puliii accuratamente con della carta da cucina.

Da quella prima volta sono passati tre anni. Aumentata la confidenza tra noi, scoprii che Antonella mi aveva cornificato già altre volte, in passato. Per circa un anno, con mia moglie e a volte con tutt’e due, facemmo gruppo fisso, avendo tantissimi rapporti sessuali, per lo più con sconosciuti. A volte le donne si sono fatte anche pagare per fotterci tutt’e tre, ma io non ne volli mai sapere di più. Comunque, personalmente, non ho mai più chiavato mia moglie, dopo quell’esperienza. Adesso siamo separati e non ci vediamo più, che io sappia aspetta un figlio dal suo nuovo compagno. Miriam, ho continuato a leccarla per tante altre volte ma non l’ho mai scopata. Anche con lei è finita, so che dirige un bar “particolare” e che la sera è un ritrovo per scambisti. Per quanto mi riguarda ho scoperto questa mia natura gay e frequento locali adatti a soddisfare, di tanto in tanto, la mia nuova e infinita voglia di cazzo.

Questa è una fantasia.

Fine del capitolo 2

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