Capitolo 2 di 2
Fantasia Umiliazione
Da fidanzata troia a moglie puttana ci passa... il giorno delle nozze
pennabianca
17 minuti di lettura1Pagina 2 di 4«È una femmina stupenda, come ce ne sono poche: sa godere dei piaceri del sesso e non ne fa mistero. In questi giorni, l’ho vista godere in mezzo a quei maschi maturi, giù alla bocciofila. Ho visto poche femmine godere così tanto nel farsi scopare da uomini maturi. Sei veramente fortunato ad avere una donna così e spero che la nostra amicizia duri a lungo. Per quanto riguarda il matrimonio, mi piacerebbe, oltre alle normali foto, creare un album fotografico molto particolare, con foto belle piccanti di voi due e, se sei d’accordo, anche un po’ porno.»
L’idea di avere delle foto piccanti di noi due nel nostro “wedding day”, mi ha intrigato molto e, quando Sara è tornata, anche lei ha accettato, subito entusiasta; poi, dopo aver riflettuto un attimo, ha detto che aveva già in mente qualcosa di veramente carino. In men che non si dica, arriva la vigilia del giorno delle nozze e Sara, insieme ad Augusto, sono usciti da soli per l’addio al celibato, mentre io ero di turno in ospedale. È tornata a notte inoltrata e la mattina dopo era ancora a letto a dormire; così, solo nel primo pomeriggio, mi sono fatto raccontare come aveva trascorso la serata.
«Appena siamo usciti, ci siamo recati in un posto, dove le coppie fanno del carsex, ma, giunti sul posto, abbiamo visto delle persone che stavano litigando; allora ce ne siamo andati, per non trovarci invischiati nella rissa. Siamo arrivati al mare ed Augusto mi ha portato in un locale, che sta sul molo grande. Appena entrata, mi sono sentita addosso gli sguardi delle persone lì presenti; del resto indossavo solo una mini, dei sandali con tacco ed una camicetta, senza nessun tipo di intimo, che nulla nascondeva dei miei seni in bella mostra. Ci siamo avvicinati al bancone ed il proprietario, senza mezzi termini, ha chiesto ad Augusto se fossi stata disponibile a farmi scopare; lui si è girato intorno ed avendo notato le poche persone lì presenti, gli ha risposto che non ero altro che una puttana in cerca di cazzo. A quelle parole, il proprietario del bar ha abbassato la saracinesca e, guardandomi dritto negli occhi, mi ha fatto sedere su uno dei tavoli al centro della sala e, senza dire niente, si è aperto la patta dei pantaloni ed ha tirato fuori un cazzo che si stava già indurendo. Poggiatami una mano sulla testa, mi ha chiaramente invitato a prenderglielo in bocca. Non era molto pulito e sapeva di piscio, ma questa cosa, anziché disgustarmi, mi ha eccitato ancora più. Anche gli altri si sono avvicinati e, ognuno di loro si è fatto succhiare il cazzo, mentre il primo mi ha aperto le chiappe e, con un affondo deciso, me lo ha piantato tutto dentro. Ho cominciato subito a godere nel sentirmi usata come una puttana; intanto loro mi scopavano in continuazione, facendomi godere, finché Augusto gli ha detto che dovevano prendermi in doppia e riempirmi anche il culo di sborra. Allora hanno cambiato sistema: uno di loro si è disteso ed io mi sono ritrovata impalata nel culo, con le cosce in alto, e subito un altro me lo ha piantato davanti, facendomi godere all’impazzata. Non so per quanto tempo mi hanno scopato, l’unica cosa che ricordo è che ho goduto così tanto da esser quasi svenuta, finché mi son trovata così piena di sborra, che mi colava da tutti i buchi perché abbondantemente riempiti. A quel punto, Augusto mi ha portato a casa, e mi ha messo a letto, dove tu mi hai trovato questa mattina. Inoltre ho deciso di invitare Augusto al nostro matrimonio e, per non destare sospetti fra i parenti, diremo che lui è l’autista della sposa e, per avvalorare questa tesi, lui ha messo a disposizione la sua Maserati. Spero che tu sia d’accordo.»
Durante tutto il racconto, il mio cazzo è diventato durissimo e, subito dopo che lei ha finito di parlare, le ho presentato il cazzo davanti alla bocca: lei lo ha succhiato e ingoiato all’istante, facendomi sborrare anche l’anima. Arrivato il giorno delle nozze, già al mattino Mattia è venuto a casa per scattare foto, di cui, alcune, anche di me nudo. Ero così teso, che il mio cazzo non voleva in nessun modo diventar duro, così lui si è avvicinato e mi ha sussurrato che, una volta uscito da casa mia, sarebbe andato casa di Sara e si sarebbe fatto fare un bel bocchino dalla mia futura moglie, di modo che, quando l’avrei baciata, avrei sentito, nella sua bocca, il sapore della sua sborra. Al solo immaginare quanto mi riferiva, il mio cazzo ha avuto un’erezione tremenda, così lui ha potuto scattare alcune foto, poi, ridendo, mi ha detto che potevo anche farmi una sega, mentre lui ora sarebbe andato a farsi fare il famoso bocchino. Ero un po’ perplesso sul fatto che chiunque avrebbe potuto chiedersi come mai una persona del tutto estranea potesse guidare la macchina con all’interno la mia sposa, ed ora non era da sottovalutare anche il rischio sul proposito di Mattia a volersi far succhiare il cazzo da Sara. In piedi, davanti all’ingresso della chiesa, ho atteso con impazienza l’arrivo della mia fidanzata, che sapevo essere in macchina con il suo toro da monta preferito assieme a suo padre, che ignaro, l’avrebbe accompagnata all’altare, senza immaginare quanto fosse diventata puttana sua figlia. Quando è scesa dall’auto, io e Mattia ci siamo dati uno sguardo d’intesa; lui mi ha sorriso ed io mi sono avvicinato a Sara, che era bellissima nel suo vestito da sposa, che lasciava libere le spalle, mentre, davanti, il seno era ben in vista; così mi è giunta all’altare. Per tutta la cerimonia, ho aspettato l’attimo in cui avrei baciato la sposa, impaziente di sapere quale sapore aveva la sborra di Mattia. Al momento del bacio, Sara mi ha guardato, mi ha sorriso e, incollate le sue labbra alle mie, mi ha fatto conoscere, finalmente, il sapore del maschio, cui aveva appena fatto un pompino. Il resto della giornata è passato come da copione e, soprattutto, quando eravamo al ristorante, uno splendido casale in mezzo al verde, Mattia ci ha invitato a riuscire nel parco per fare qualche foto. Avremmo anche voluto fare qualche scatto un po’ piccante, ma la presenza continua dei nostri parenti, ci ha fatto desistere, per non rischiare domande imbarazzanti. Alla fine della giornata, quando tutti sono usciti dal locale, siamo rimasti solo io, mia moglie, Augusto e Mattia. Tutti e quattro siamo andati a casa nostra e, nel momento in cui ho sollevato la sposa per varcare la soglia di casa, il suo vestito si è aperto, scoprendo la coscia fasciata con delle autoreggenti bianche. Naturalmente lui ha immortalato subito l’evento con uno scatto e poi, dopo aver coperto la coscia, ne ha fatto un’altra per l’album ufficiale. Una volta tutti e quattro dentro, Sara ci ha fatto accomodare sul divano ed è sparita in camera nostra. Io guardavo Augusto e Mattia che, sornioni, mi guardavano sorridendo, finché non è ricomparsa Sara, più bella che mai: aveva indosso solo le autoreggenti e le scarpe con il tacco alto. Subito lo sguardo dei due maschi si è illuminato, mentre io sono rimasto un momento attonito, cercando di capire che cosa voleva fare. Lei, si è diretta espressamente verso di me, mi ha abbracciato e baciato, poi guardando loro, mi ha messo al corrente del suo progetto.